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Giorno 1
Questa mattina, nel primo giorno del nostro viaggio, ci siamo svegliati molto presto per arrivare in stazione alle 5:40. Alle 6:10 abbiamo preso il nostro treno Intercity diretto a Pisa. Dopo un viaggio lungo ma tranquillo di circa quattro ore, siamo finalmente arrivati a destinazione.
Dalla stazione centrale ci siamo diretti verso la Piazza dei Miracoli, dove abbiamo partecipato a una visita guidata. La guida, una donna toscana, ci ha mostrato la Torre di Pisa da diverse angolazioni, facendoci notare come la sua inclinazione cambi a seconda del punto di osservazione.
Successivamente abbiamo osservato dallโesterno la Cattedrale di Pisa e notato anche la particolare inclinazione del Battistero di Pisa. La visita si รจ conclusa allโinterno del Museo delle Sinopie, dove abbiamo visto un modellino e scoperto come venivano analizzati gli strati degli affreschi.
Dopo la visita ci siamo rilassati sul prato vicino al battistero: abbiamo pranzato, ascoltato musica e ci siamo concessi un momento di tranquillitร . In seguito siamo entrati nella cattedrale, dove abbiamo vissuto un intenso momento di osservazione artistica, che ci ha estremamente sorpreso per la mescolanza di stili e ovviamente per la sua bellezza.
Nel pomeriggio abbiamo passeggiato nel centro di Pisa, passando per il Lungarno e arrivando fino al Giardino Scotto, un luogo molto suggestivo e piacevole.
Infine siamo tornati verso la stazione e, alle 17:00, abbiamo preso il treno in direzione Viareggio. Una volta arrivati, abbiamo raggiunto il nostro hotel e ci siamo sistemati nelle camere, lasciando finalmente i bagagli dopo la lunga giornata. Poco dopo siamo usciti per fare una breve passeggiata sul lungomare (e anche sulla meravigliosa spiaggia!) godendoci i primi momenti nella nuova cittร . Dopo questa uscita serale siamo tornati in camera, pronti a riposarci e a recuperare le energie per il nuovo giorno che ci aspetta, il giorno del vero inizio del nostro cammino!!
Da domani ad accompagnarvi lungo il viaggio sarร unโaltra penna!
Sofia Suzzi
Edoardo Basilico
Nicolรฒ Volpi
Emma Villa
Leonardo Michi
Giorno 2ย
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Cโerano giร stati molti inizi prima di quello effettivo: la levataccia del 20 aprile, lโarrivo a destinazione, la partenza del 21. In realtร , per la burocrazia della Francigena, il vero inizio sarebbe scattato con il primo timbro, ricevuto a San Miniato dopo le prime fatiche e il saluto a Viareggio, al suo lungomare e alla sua aria di salsedine. Spack! ร stato questo il suono dello stampino sul foglio, da cui รจ partita una camminata piรน lunga di quanto si possa pensare.
Ci siamo accompagnati lโun lโaltro, noi e i nostri zaini pesanti, con molto tempo per pensare. Ma pensare a cosa? Quando gli zaini gravano sulle spalle, la sete si fa sentire, i piedi chiedono vendetta e arrivano le vesciche, sembrerebbe impossibile riflettere. Eppure la mente corre. La paura di non arrivare รจ al centro delle preoccupazioni: non รจ scontato che il fisico regga per ben 32 chilometri.
Ma durante il cammino si abbattono anche molte barriere. Non solo mancano i muri di cemento, ma cadono quelli tra le persone. Scompaiono i ruoli: il professore diventa compagno di viaggio dello studente, e lo studente compagno di viaggio del professore. Il gruppo รจ coeso, il sole cocente batte sulla nuca di tutti, indistintamente, e questo insegna lโumiltร .
Lโostello รจ ancora lontano, ma il temporale previsto per oggi ci ha miracolosamente risparmiati e ci sentiamo fortunati. I piedi fanno sempre piรน male, il sudore ha giร impregnato le magliette, la giornata รจ tutta un continuo โsali e scendiโ.
Poi vediamo un cartello: โOstello Sigerico a 500 metri, Gambassi Termeโ. La nostra destinazione. Eravamo troppo stanchi per lโeuforia e ci siamo limitati a un sospiro di sollievo.
Arriviamo, ci sistemiamo. A cena lโambiente รจ familiare, lโospitalitร toscana, il cibo abbondante e buono nella sua semplicitร . Dopo il dolce, ci ritroviamo nel bellissimo giardino dellโostello per condividere le esperienze della giornata. E ciรฒ che emerge รจ semplice: sรฌ, รจ faticosa, ma siamo insieme!
Mattia Bonzini
Mattia Mattaioli
Lara Milani
Massimiliano Villa

Giorno 3
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Ore imprecisate. Terzo giorno. La voglia di camminare รจ dispersa dal km 5 ma il gruppo procede comunque, non per scelta ma per inerzia. Alla domanda โquanti km mancano?โ segue protocollo standard: ignorare e continuare a camminare. Filosofia spicciola: Eraclito dice che non si entra due volte nello stesso fiume, ma noi questa strada lโabbiamo fatta almeno venti volte.
Equipaggiamento: lo zaino pesa piรน dei sensi di colpa. Dentro cโรจ di tutto, tranne ciรฒ che serve davvero. Le calze, per esempio, sono state dichiarate ufficialmente disperse dopo aver tentato la fuga autonoma per lโodore. Decisione tecnica: proseguire senza.
Condizioni ambientali: caldo africano accompagnato da pioggia amazzonica.
Morale del gruppo: altalenante. Qualcuno rimpiange il Covid e propone seriamente la gita in DAD.
Arrivo a San Gimignano: teoricamente luogo bellissimo. Praticamente? Non vediamo nulla, abbiamo solo due obiettivi: mangiare e non perdere altri pezzi del corpo.
Divisione operativa: alcuni salgono sul pullman (traditori, ma li capiamo) , gli altri continuano a piedi in modalitร โsopravvivenzaโ, unico obiettivo non cadere giรน dai dirupi inseguiti dallโapparizione mistica del professor Pini che ci ha condotto poco sani ma salvi fino in piscina dopo essere riusciti a โtrapassar lo rioโ.
Conclusione: crollo collettivo in ostello, stile โuomo cui sonno pigliaโ (inferno, canto III)
Domani ultimo giorno di camminata. Se tutto va bene, oltre a Siena potremo riveder le stelle.
(Riccardo Bina, Francesco Gurioli, Sofia Pelosi, Martina Sartirana)
Referente attivitร : prof. Giulio Pini

Giorno 4
La nostra terza tappa sulla Via Francigena รจ iniziata immersi nella quiete della Val dโElsa. La giornata รจ partita con il piede giusto grazie a una colazione rigenerante e nutriente consumata in un albergo della zona, fondamentale per affrontare i circa 20 chilometri previsti dal programma. Con le energie necessarie e la giusta motivazione, ci siamo messi in marcia verso una delle tappe piรน iconiche del percorso: Monteriggioni.
Il meteo รจ stato da subito dalla nostra parte, infatti un sole splendente illuminava il paesaggio toscano, mitigato da un venticello piacevole che ha reso il cammino meno faticoso. Giunti ai piedi della cinta muraria di Monteriggioni, abbiamo approfittato della sosta per rigenerarci e procurarci il pranzo. Ognuno con il proprio panino, abbiamo passato dei momenti insieme prima di rimetterci in moto.
Per ottimizzare i tempi, ci siamo spostati verso la localitร Uccellatoio, dove abbiamo preso un pullman diretto a Siena. Nonostante la brevitร del tragitto (circa 15 minuti), la corsa รจ stata molto rilassante, permettendoci di ricaricare le batterie per lo sprint finale.
Lโultima tratta รจ stata densa di significato: siamo partiti dalla periferia di Siena, dove era situato il nostro hotel, per percorrere lโultimo tratto urbano della Francigena. Passo dopo passo, ci siamo diretti verso il centro della cittร , e abbiamo notato l’ambiente farsi sempre piรน medievale fino all’arrivo trionfale al Duomo di Siena. Durante il percorso, abbiamo puntuale cercato le stazioni abilitate per timbrare le nostre credenziali, testimonianza fisica del nostro passaggio e del nostro essere pellegrini.
Giunti a destinazione, abbiamo riflettuto e tirato le somme di questa avventura. Il viaggio non รจ stato solo un esercizio fisico, ma unโesperienza che abbiamo riassunto in alcune parole chiave:
โขโ โ Particolare: per la particolaritร dei borghi attraversati.
โขโ โ Accogliente: come l’ospitalitร toscana che ci ha accompagnato.
โขโ โ Unitaria: per il legame che si รจ creato tra noi lungo il sentiero.
โขโ โ Stancante: il peso dello zaino e i chilometri si sono fatti sentire.
โขโ โ Paesaggio: una cornice naturale mozzafiato, determinata da dolci colline e boschi.
โขโ โ Determinazione: la forza necessaria per non mollare durante il cammino.
Si รจ concluso cosรฌ un viaggio straordinario, unโesperienza di crescita che resterร impressa nei nostri ricordi di classe.
Clelia Arosio, Tommaso Curto, Nicolรฒ Argentieri, Ludovica Sorice

Giorno 5
Il quinto giorno della nostra esperienza sulla Via Francigena ha segnato una tappa cruciale: l’ingresso nel cuore di Siena. Dopo chilometri di sentieri polverosi e natura, l’arrivo nel centro storico รจ stato un passaggio potente dal silenzio rurale al brusio della storia toscana. La meravigliosa cittร ci ha accolti con la sua bellezza senza tempo, permettendoci di visitare luoghi iconici che rendono questo luogo un tesoro unico al mondo.
La mattinata รจ iniziata con l’imponente palazzo Monte dei Paschi in piazza Salimbeni, sede della banca piรน antica del mondo, proseguendo poi verso il sobrio Palazzo Tolomei, tra i piรน antichi esempi di architettura medievale senese. Abbiamo successivamente ammirato il maestoso Duomo di Siena, dalla facciata policroma, e infine siamo giunti nella splendida Piazza del Campo, dominata dal Palazzo Pubblico e dalla maestosa Torre del Mangia. Sedersi su quei mattoni caldi a spina di pesce รจ stato un prezioso momento di tregua per metabolizzare la strada percorsa e la ricchezza degli stimoli fondamentali ricevuti in questa giornata.
Proprio qui abbiamo dedicato spazio a una riflessione collettiva profonda su ciรฒ che la Francigena ci ha insegnato. Sono emersi punti essenziali:
โขโ โ Sforzo e Obiettivo: Impegnarsi nonostante la fatica รจ l’unico modo per raggiungere la meta. Maggiore รจ lo sforzo, maggiore รจ la soddisfazione finale: un concetto diventato realtร fisica ad ogni tappa.
โขโ โ La Metafora dello Zaino: Portarsi dietro vestiti inutili รจ come appesantire la mente con ansie e pensieri superflui. Imparare a fare lo zaino significa dare prioritร a ciรฒ che conta davvero, eliminando i pesi inutili.
โขโ โ Limiti e Potenzialitร : L’alternanza tra giorni positivi e momenti di crisi ci insegna a conoscere noi stessi. Non mollare mai non รจ solo resistenza, ma un esercizio che rafforza lo spirito e la determinazione.
โขโ โ La Bellezza Nascosta: Abbiamo capito quanto spesso ignoriamo la meraviglia del mondo, distratti dalla frenesia quotidiana; il cammino ci ha restituito uno sguardo attento verso i meravigliosi dettagli del paesaggio.
Questa esperienza non รจ stata solo una visita turistica, ma un percorso interiore che porteremo con noi per sempre, con uno spirito piรน solido e consapevole.
Referente attivitร : prof. Giulio Pini

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